La Coca Cola

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La mitica Coca Cola deve il suo nome al fatto che nella composizione sono presenti estratti della noce di cola (che fornisce la caffeina) ed estratti dalle foglie della pianta di coca private ovviamente della parte alcaloide, ossia la droga.
E’ stata inventata da un farmacista degli Stati Uniti, a nome John Smith Pemberton, nel 1886 come rimedio per il mal di testa; si chiamava “Pemberton’s French Wine Coca” ed era una miscela di vino e foglie di coca che era stata creata anche in Europa dal farmacista Angelo Mariani e sì chiamava, appunto, Vin Mariani.
Successivamente venne eliminata la parte alcolica sostituita dall’estratto delle noci dì cola, una pianta tropicale, e da qui acquisì appunto il nome attuale.
Pemberton, trovandosi in gravi difficoltà economiche, vendette la formula della Coca Gola ad Asa Candler, un astuto uomo d’affari che aveva intuito la “forza” della bevanda e pensava di lanciaria anche con l’uso di imponenti campagne pubblìcitarie.
Negli anni 20 la società The Coca Cola Company venne quotata in borsa ed iniziò la sua diffusione mondiale.
In italia venne importata per la prima volta nei 1927, nella bottiglia in vetro dalla classica forma; la lattina comparve invece nel 1960.
Ad Atlanta, sede della compagnia, si trova un museo dedicato alla bibita della quale ne esistono moltissime imitazioni tra cui quella prodotta dalla rivale principale; la Pepsi.
La famosa bottiglietta di vetro, inconfondibile, è comparsa nel 1916 e pare che sia stata ispirata dalle forme dell’attrice Mae West.
La ricetta completa della Coca Cola non è mai stata rielata, si sa che le foglie di coca vengono coltivate legalmente in Perù, esportate nel New Jersey dove la compagnia Stephan Chemical Company ne estrae la parte aromatica che non contiene la droga, ottenendo così l’aroma denominato “7X” che viene acquistato interamente e soltanto dalla The Coca Cola Company e su cui viene mantenuto uno stretto riserbo.
La ricetta è stata modificata nei corso degli anni in base al progresso culturale e a quello della società; quella originale di Pemberton prevedeva: zucchero, caramello, caffeina, acido fosforico, foglie dì coca descocainizzate, noci di cola come sciroppo base; poi venivano aggiunti succo di lime, glicerina, estratto di vaniglia, essenza di arancia e di limone, noce moscata, cannella, coriandolo e fiori d’arancio. Questo veniva fatto, come ho già detto, inizialmente in soluzione alcolica, ed ovviamente la bevanda non era gassata.
Oggi gli ingredienti si possono vedere in etichetta, ma la società non indica esattamente le proporzioni esatte e nemmeno la ricetta; ci sono comunque acqua, anidride carbonica, zucchero, caramello, acido fosforico, aromi naturali (ed è proprio qui che risiede il segreto), caffeina.
La Coca Cola viene spesso accusata di essere nociva per la salute, soprattutto per l’elevata quantità di caffeina (consiglio di prendere quella senza caffeina per i bambini) ed anche perché l’acido fosforico nelle dosi presenti le conferisce un pH di 2,4 che è molto vicino a quello dei succhi gastrici (1,5), inoltre l’acido fosforico diminuisce l’assorbimento intestinale del calcio e del magnesio.
Si sospetta anche che la bevanda possa dare un lieve effetto di dipendenza, fatto che l’azienda non è mai riuscita a smentire anche perché non si sa effettivamente cosa sia contenuto nella miscela indicata genericamente come “aromi naturali”.

Al di là di tutto io comunque non riesco a rinunciare a berne un bicchiere ogni tanto, soprattutto con la pizza, chissà forse sono vittima della dipendenza da Coca Cola……

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