La Sacra Sindone

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E’ un lenzuolo di lino conservato nel Duomo di Torino, dove è raffigurata l’immagine di un uomo che ha subito maltrattameni e torture.

La tradizione identifica l’uomo con gesù ed il lenzuolo sarebbe quello usato per avvolgerne il corpo nel sepolcro.

“Sindone” deriva dal greco sindon, un tessuto di lino.

La datazione radiometrica con la tecnica del carbonio 14, eseguita nel 1988, ha datato la stoffa del lenzuolo tra il 1260 ed il 1390 d.C.; sul periodo precedente si scontrano molte tesi, spesso antitetiche.

La più antica testimonianza storica della Sindone risale al 1353 quando Goffredo di Charny la donò al capitolo dei canonici della collegiata di Lizey che egli aveva fondato: pare che la prima ostensione del telo sarebbe avvenuta nel 1357.

La Sindone è stata danneggiata da alcuni eventi storici, in primis nel 1532 da un incendio.

il lenzuolo riporta due immagini che ritraggono un corpo nudo, una di fronte e l’altra di schiena, a grandezza naturale. Il corpo appare quello di un maschio adulto, con barba e capelli lunghi, l’immagine presenta numerose ferite, soprattutto ai polsi, agli avampiedi ed un grosso taglio al costato.

Le ferite sul corpo corrispondono ad una corona di spine. Sul dorso sono presenti ferite da sfregamento compatibili con una grossa trave portata a spalla: il tutto corrisponde alla crocefissione di Gesù.

La vivacità del dibattito sulla Sindone ha portato a far esprimere in merito anche la Chiesa Cattolica, solo autorizzandone il culto come icona della Passione di Gesù.

Recentemente lo storico Daniel Scasane ha avanzato l’ipotesi che  il Graal, il misterioso oggetto delle leggende medievali, sarebbe la Sacra Sindone.

Lo storico ipotizza che il Graal sarebbe stato legato alla sepoltura di Gesù e che ne avrebbe conservato il sangue: ecco perchè si pensò ad una coppa o un piatto.

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