Bomarzo

Link sponsorizzati

Questo bellissimo e non molto conosciuto borgo, si estende sopra uno sperone roccioso, volgendo lo sguardo alla valle del Tevere, formato da banchi di roccia lavica.

img_bomarzo

L’utilizzo di questi materiali lavici di origine vulcanica, ha trovato la sua massima espressione nel Parco dei Mostri di Bomarzo, realizzati in peperino e voluti da Vicino Orsini nel Cinquecento.

L’antichità dei primi insediamenti a Bomarzo resta tutt’oggi un mistero: non sono stati compiuti scavi per conoscere in modo più approfondito storia ed origini di questo borgo, semplicemente i passaggi sono stati ricostruiti facendo riferimento alle ceramiche ed alle necropoli etrusche, rinvenute casualmente.

Lo sviluppo della cittadina è continuato ininterrottamente, anche se tra contrasti, guerre e lotte intestine, fino al momento della penetrazione romana, lungo l’asse del fiume Tevere.

Purtroppo gli studiosi, dopo un primo momento di interesse, non hanno continuato gli studi sulla città etrusca, che ha iniziato un lento oblio: infatti, oggi, le necropoli e le tombe etrusche risultano impraticabili, boscose ed ormai ritornate “patrimonio” della natura.

L’etimologia del nome “Bomarzo” sembra riconducibile al termine stratificato “Polymartum”: formato da due termini, l’uno latino “polis” e l’altro greco “martir”, dunque combinati insieme, il risultato sarebbe “Città di Marte”, quindi un culto votato a questa divinità.

In passato, a testimonianza dell’importa della cittadina, fu attribuita anche la possibilità di essere sede vescovile: anche il Vescovo Sant’Anselmo, protettore di Bomarzo, fu eletto per acclamazione e le sue venerate spoglie sono custodite presso l’altare maggiore, fatto costruire appositamente dagli Orsini.

Vi consiglio di visitare Bomarzo tutto l’anno ma se avete la possibilità andateci per il 25 aprile: infatti, in questo giorno, si corre il “Palio”, tra le cinque contrade del paese (Dentro, Borgo, Madonna del Piano, Poggio e Croci), già presente dal Seicento. Al vincitore del Palio viene attribuito in premio un bellissimo stendardo dipinto da importanti artisti locali, gelosamente custodito poi nella corrispondente chiesa rionale.

Durante lo stesso 25 aprile, una sfilata storica in costume cinquecentesco percorre le vie cittadine, creando un’atmosfera d’altri tempi, con musiche e danze, rievocando personaggi del noto romanzo “Bomarzo”, del celebre scrittore Manuel Muica Lainez.

Il palato, in questo giorno di festa, viene allietato dal “Biscotto di Sant’Anselmo”, distribuito a fette tra i partecipanti, la cui ricetta ancora oggi è segreta, custodita gelosamente e tramandata di generazione in generazione.

La “Sagra del Biscotto” dura per tre giorni consecutivi: 23 ,24 e 25 aprile: questo tipico dolce di Bomarzo ha ottenuto la denominazione di “prodotto tipico tradizionale”, è fatto a forma di ciambella, in origine era chiamato “Pane di Sant’Anselmo”, perché veniva distribuito dal Vescovo Anselmo ai poveri ed ai pellegrini affamati rifocillandoli, durante il loro viaggio verso la città santa di Roma.

Dunque…se volete un fine settimana tranquillo, in un luogo purtroppo ancora poco conosciuto…vi consiglio Bomarzo…ne rimarrete sicuramente affascinati!

Link sponsorizzati

Leave a Reply