Il Parco dei mostri di Bomarzo (Viterbo)

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Questo particolarissimo giardino fu fatto costruire da Vicino Orsini, esponente della nota e potente famiglia Orsini, a partire dalla metà del cinquecento.

Il visitatore, una volta varcato l’attuale ingresso del parco di Bomarzo, può ammirare due sfingi: da lì dipartono due sentieri, uno conduce ad una scala di pietra, l’altro porta proprio di fronte ad una statua, raffigurante un “uomo barbato”.

Il turista rimane sempre più ammaliato da quest’atmosfera quasi mitologica, che raggiunge indubbiamente il suo culmine con l’opera denominata “il gruppo dei Giganti”, immortalata nel truce momento della lacerazione delle membra di un rivale.

Proseguendo la visita si può vedere una cascatella, nella cui prossimità è stata scolpita una enorme “tartaruga”, cavalcata da una figura ammantata di donna, la quale sembra impegnata a sfuggire ad una imponente testa di mostro infernale che emerge dalle viscere della terra.

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Proseguendo il percorso, quasi fosse un labirinto, il turista rimane estasiato dalle “tre grazie” e dal “piccolo ninfeo” per poi giungere al “grande ninfeo ad emiciclo” ed alla “casa pendente”, ove provare emozioni…veramente da capogiro!

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Più avanti il turista può meditare e riposare le proprie membra stanche su di un sedile di pietra a nicchia, detto “panca etrusca”, caratterizzato da un’iscrizione che espone in versi quanto il “Sacro Bosco” offre al pellegrino:

 

“voi che pel mondo gite errando vaghi –

di veder maraviglie alte et stvpende

venite qva dove son faccie horrende –

elefanti leoni e orsi orche et draghi”

 

Andando avanti il visitatore si imbatte in “Cerbero” , guardiano degli Inferi, collocato in questo luogo, proprio con la funzione di separare nettamente il mondo dei mostri, della passionalità da quello della serenità e della spiritualità.

Continuando a salire si giunge fino ad un tempietto, elegante edificio con cupola, dedicato da Vicino Orsini alla moglie Giulia, principessa Farnese e sua seconda moglie, a eterna memoria.

Scendendo, invece, verso l’ingresso, dunque a fine percorso il pellegrino non può far a meno di notare una “maschera demoniaca con la bocca spalancata”, sormontata dal simbolo araldico del ramo degli Orsini cui appartenne Vicino, nello specifico un castello.

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Dunque se desiderate avventurarvi in una realtà mitologica, quasi fiabesca, non esitate a passare una giornata a Bomarzo, in provincia di Viterbo: per avere maggiori informazioni sulle visite, potete contattare direttamente il parco al numero 0761.924029, oppure inviare una mail a info@parcodeimostri.com

Buon divertimento!

 

 

 

 

 

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One Response to “Il Parco dei mostri di Bomarzo (Viterbo)”

  1. [...] di questi materiali lavici di origine vulcanica, ha trovato la sua massima espressione nel “Parco dei Mostri di Bomarzo” , realizzati in peperino e voluti da Vicino Orsini nel [...]

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